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Menu con prodotto surgelato, per il 70% non è un problema – Alimentazione

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(ANSA) – ROMA, 30 NOV – Il 70% degli italiani sceglie piatti
surgelati al ristorante senza problemi. Quell'”asterisco”
riportato nei menu per contraddistinguere gli alimenti sotto
zero da quelli freschi appare al consumatore niente più che un
simbolo per il 64%, a cui si aggiunge un 5% che lo ritiene
inutile. È quanto emerge dalla survey realizzata da Bva-Doxa per
IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati, per conoscere
l’opinione degli italiani in merito all’utilità di questo
simbolo introdotto oltre quarant’anni fa su orientamento
giurisprudenziale, visto che non è previsto un obbligo di legge
in materia.
   
“L’asterisco è un’informazione retaggio di un mondo passato
che non esiste più, che poggiava anche sull’implicita
convinzione che un alimento surgelato fosse un prodotto di
qualità inferiore rispetto al fresco – ha detto il presidente
Iias, Giorgio Donegani – una concezione anacronistica che
finisce per penalizzare gravemente questi prodotti. Per
comprendere quanto questa idea sia sbagliata, basta ricordare
che i surgelati sono così tecnologicamente avanzati da mantenere
intatte tutte le qualità nutrizionali del prodotto fresco;
subiscono infatti un congelamento ultrarapido in cui raggiungono
in brevissimo tempo i -18°C determinando la formazione di
micro-cristalli di acqua che lasciano il prodotto pressoché
intatto. Di contro, un prodotto fresco, come ad esempio una
verdura consumata a qualche giorno dalla raccolta, riduce di
molto il proprio contenuto di nutrienti. Quanto al consumo
domestico, i consumi dei surgelati nel 2020 hanno superato per
la prima volta i 15 kg di consumo pro-capite annuo. Inoltre, il
92% degli italiani dichiara di usarli quando gli analoghi
freschi non sono disponibili o di stagione e lo fanno
soprattutto se si tratta di vegetali (25%)”. (ANSA).
   

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