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La riforma dell’emergenza urgenza ad un anno dalla “Carta di Riva”

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di Andrea Andreucci 

23 SET

Gentile direttore,
esattamente un anno fa le principali Società scientifiche, Associazioni, Organizzazioni e Sindacati del mondo dell’emergenza urgenza siglavano la “Carta di Riva”, un documento che in 13 punti, ritenuti dai firmatari “imprescindibili per il cambiamento del Sistema”, rappresentava alla politica la necessità di avere un unico ed efficiente modello di emergenza pre e intra ospedaliero, omogeneo su tutto il territorio nazionale. 

In questo anno molte sono state le interlocuzioni con i decisori, molte le iniziative che come “gruppo” sono state portate avanti. 

Sul piano politico, i firmatari sono stati invitati a partecipare a incontri tematici nelle sedi delle Istituzioni, come Senato e Camera, e innumerevoli sono stati i confronti “riservati” con molte parti politiche al fine di aggiornare il modello di emergenza-urgenza mediante la redazione di un Disegno di Legge che preveda un reale aggiornamento di un Sistema che è stato pensato e strutturato 30 anni fa, a partire dal.DPR del 27 marzo 1992. 

Sono passati dunque trent’anni: il trentennale è stato celebrato a Roma con una grande parata proprio nel marzo scorso, che ha visto, fianco a fianco, tutti gli attori del soccorso, sfilare lungo via della Conciliazione e ricevere da Papa Francesco un saluto particolare. 

Ma veniamo all’oggi: con l’avvicinarsi delle elezioni politiche del 25 settembre, gli autori della Carta di Riva si sono fatti promotori di un incontro con i candidati, che sono stati chiamati a rispondere a domande sul futuro del sistema, su come far fronte alla carenza di personale, sul ruolo del personale non sanitario e su come sfruttare al meglio l’evoluzione delle competenze dei professionisti che operano nel mondo del soccorso. 

È stato un primo interessante e indispensabile approccio con coloro che saranno dalla prossima settimana i nostri interlocutori; a loro verrà chiesto, nelle  modi e nelle forme che insieme decideremo, di essere disponibili e capaci nell’affrontare dal punto di vista legislativo ciò che gli stakeholder ritengono non più procrastinabile: una riforma organica di tutto il sistema di emergenza urgenza sanitaria che tenga conto dell’evolversi delle professionalità, delle carenze di personale e del superamento del titolo V della Costituzione al fine di creare un unico, omogeno, sostenibile ed etico Sistema; a garanzia della sicurezza e della salute di tutti i cittadini italiani. 

Andrea Andreucci 

Presidente SIIET, Società italiana degli infermieri di emergenza territoriale 

23 settembre 2022
© Riproduzione riservata


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