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Resistenza agli antibiotici, Italia maglia nera in Ue – Medicina

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Il tasso di resistenza agli antibiotici in Italia è sette volte maggiore rispetto ad esempio a quello della Scandinavia. Il nostro Paese si colloca al quinto posto tra quelli ad alto reddito per indice di resistenza a tali medicinali dopo Lettonia, Irlanda, Slovacchia e Spagna.La prevenzione delle infezioni ospedaliere (di cui il 65% è resistente) è ai livelli più bassi d’Europa e la percentuale di utilizzo improprio degli antibiotici sale ulteriormente al Sud.
    Sono alcuni dei dati emersi durante la conferenza stampa di presentazione della Settimana mondiale della consapevolezza antimicrobica promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. In dermatologia l’uso di prodotti a base di rigenase e poliesanide può rappresentare per gli esperti soluzione in linea con le raccomandazioni Oms. “L’antibiotico resistenza è un pericoloso fenomeno biologico di resistenza alle infezioni batteriche,dopo la somministrazione di antibiotici, derivato da un abuso nel tempo di questi farmaci: le ragioni sono legate sia a cattive pratiche mediche, sia a una medicina difensiva -spiega il professor Francesco D’Andrea, ordinario di Chirurgia Plastica al Policlinico Federico II-; per evitare problemi legali non di rado si prescrivono antibiotici senza che ce ne sia un reale bisogno terapeutico. A ciò si aggiunge, nel nostro campo, un’abitudine sbagliata da parte di medici di chirurgia plastica, estetica, di dermatologi, che sia per profilassi sia nel post intervento chirurgico o trattamento dermatologico prescrivono antibiotici in modo inappropriato”. “Ci sono linee guida scientifiche e sanitarie molto precise sull’utilizzo degli antibiotici che vanno rispettate -conclude l’esperto – come Università cerchiamo di fare formazione e informazione per evitare la vanificazione di trattamenti terapeutici anche salva vita a causa dell’antibiotico resistenza”. 

   

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