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Tumore al testicolo, Sebastien Haller torna in campo dopo la malattia

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L’attaccante del Borussia Dortmund Sebastien Haller è tornato ieri in campo per la partita di Bundesliga contro l’Augsburg, dopo una lunga pausa dovuta a un tumore maligno al testicolo. In seguito alla diagnosi, infatti, ha affrontato una doppia operazione e ha dovuto saltare buona parte della stagione calcistica. Per il suo ritorno, il calciatore francese 28enne ha sfoggiato uno scarpino speciale, con la scritta “Fuck Cancer!”. Una storia a lieto fine, che Haller condivide con altri suoi colleghi, tra cui il difensore azzurro Francesco Acerbi.

Cos’è il tumore del testicolo

Il tumore del testicolo – o carcinoma testicolare – è una neoplasia tipica dell’età giovanile: è infatti la più frequente nei maschi tra i 15 e 50 anni. Ogni anno colpisce in Italia oltre 2.200 uomini e non sono rari i casi registrati tra gli adolescenti e i giovani adulti. E’ una malattia che presenta un impatto psicologico pesante e talvolta difficile da gestire, anche perché interessa una zona molto particolare del corpo maschile che è inevitabilmente legata alla sessualità e virilità. Molti pazienti temono che la patologia e le successive cure possano avere effetti negativi ed irreversibili sulla possibilità di avere figli in futuro. “I trattamenti sono meno invasivi rispetto al recente passato e non sempre comportano pesanti controindicazioni – spiega Sergio Bracarda, Presidente Nazionale della Società Italiana di Urologia Oncologica (SIUrO) -. Quello al testicolo al momento è uno dei tumori più curabili e la sopravvivenza a cinque anni si attesta al 93%. Se viene scoperto alle prime fasi la percentuale sale fino al 99% mentre nelle forme più avanzate i risultati in termine di guarigione sono del 75-80%. Sono risultati molto importanti e che per ora sono inimmaginabili per altre forme di tumore come, per esempio, quella al polmone o al pancreas”.

Come si cura

Questo tumore è molto sensibile alla chemioterapia e alla radioterapia e, come dimostra il caso di Haller, spesso può essere trattato anche con la chirurgia. Gli interventi possono essere a volte invasivi e portare alla rimozione dell’intero testicolo. Tuttavia si cerca sempre di evitare ulteriori complicanze, come la perdita dell’eiaculazione o l’infertilità. “Quindi un paziente sottolinea Bracarda – soprattutto se giovane, non deve per forza rinunciare al suo desiderio di paternità o ad una normale vita sessuale. L’esperienza di Sebastien Haller è comune a quella di alcuni suoi coetanei e, senza eccedere in facili trionfalismi, dobbiamo rassicurare i giovani: il carcinoma testicolare può essere curato senza eccessivi effetti collaterali”.  

I segnali a cui prestare attenzione

Come sempre contro il cancro è fondamentale la prevenzione. I segnali di allerta sono l’ingrossamento o l’indurimento del testicolo. Esistono poi altri segni che non devono sottovalutati e che vanno segnalati  tempestivamente al medico, anche se non sono necessariamente legati al cancro. “Tra questi i più frequenti sono la presenza di sangue nelle urine, il rigonfiamento o la perdita di volume di un testicolo, il dolore o il senso di disagio sia al testicolo che allo scroto”, conclude il presidente SIUrO. “Dopo la pubertà, inoltre, è sempre raccomandata una visita dall’urologo, lo specialista che può riscontrare precocemente i segnali di diverse malattie”.



www.repubblica.it 2023-01-23 15:24:18

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