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L’astronauta Villadei incontra i piccoli pazienti dell’Ospedale Bambino Gesù

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Dalla stazione orbitante alle corsie dell’Ospedale Bambino Gesù: il colonnello Walter Villadei mantiene la promessa fatta ai bambini e ai ragazzi con cui si era collegato dallo spazio quando era a bordo della stazione orbitante durante la missione Ax-3 Voluntas. Pochi giorni dopo il suo rientro sulla terra si è infatti presentato di persona all’Ospedale della Santa Sede.

Grazie alla collaborazione con l’Aeronautica Militare, venerdì 23 febbraio, Villadei, astronauta rientrato il 9 febbraio scorso dalla missione Ax-3 Voluntas sulla Stazione spaziale internazionale, ha mantenuto la parola, realizzando quanto aveva anticipato il 29 gennaio scorso durante il collegamento dalla stazione orbitante spaziale: ha raggiunto Roma per incontrare personalmente bimbi e ragazzi in cura all’Ospedale pediatrico.

L’incontro con bimbi e ragazzi ricoverati

Accolto dall’entusiasmo dei piccoli, radunati nella Ludoteca dell’ospedale, Villadei ha risposto a domande e curiosità che gli sono state rivolte. All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti, il colonnello Rosario D’Auria, vice capo del Reparto Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, e Andrea Masotti, ricercatore dell’area di Medicina predittiva e preventiva, nonché referente per l’Ospedale della Santa sede del progetto di ricerca astRNAuts. Dopo l’incontro in Ludoteca, l’astronauta si ha visitato anche i pazienti ricoverati nel reparto di Reumatologia, guidato dal dottor Fabrizio De Benedetti.

Il progetto di ricerca astRNAuts

Villadei è anche uno dei protagonisti del progetto di ricerca di biomedicina spaziale astRNAuts realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Istituto italiano di tecnologia (Itt) in collaborazione con Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Aeronautica Militare nell’ambito della missione Ax-3 della Axiom Space.

Si tratta di un’analisi degli effetti dell’assenza di gravità sull’organismo umano attraverso lo studio di piccole molecole di RNA (tra le quali i microRNA) nei fluidi corporei degli astronauti. “L’obiettivo è sviluppare un modello predittivo per la diagnosi della salute degli astronauti durante le lunghe missioni di esplorazione spaziale, avvalendosi anche di algoritmi di intelligenza artificiale – spiegano gli autori -. I risultati avranno applicazioni anche sulla terra, consentendo una migliore comprensione dei processi degenerativi implicati nelle patologie croniche, sia pediatriche che dell’adulto, con possibili benefici nella diagnosi e nel trattamento”.



www.repubblica.it 2024-02-23 15:30:20

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