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Educazione sessuale, le linee guida per l’intervento nelle scuole

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L’Italia è oggi uno dei pochi Paesi europei a non prevedere alcuna forma di educazione sessuo-affettiva nei confronti della popolazione giovanile. Unita alla pericolosa funzione vicaria svolta dalla rete, questa lacuna favorisce la diffusione tra i ragazzi di comportamenti disfunzionali, di cui l’aumento delle infezioni sessualmente trasmesse, il moltiplicarsi di episodi di bullismo omotransfobico o l’impiego distorto dei social media sono solo alcune tra le espressioni più evidenti.

Per rispondere alla necessità di risolvere questo grave ritardo, l’Ordine degli Psicologi del Lazio e l’Ordine dei Medici della provincia di Roma, accanto all’Università Sapienza di Roma e l’Università di Roma Tor Vergata, hanno presentato a Roma, Palazzo Giustiniani, un testo di linee guida per l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie e secondarie.

Il manuale

“Questo manuale promuove un approccio olistico e multidisciplinare alla materia, collocando il tema dell’educazione sessuale in un’ottica sociale e di sanità pubblica, e riconoscendo nell’inclusività e nel rispetto delle diverse identità i concetti chiave di ogni forma di intervento – ha spiegato la psicosessuologa e consigliera dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, Marta Giuliani, tra le autrici del testo – . Dobbiamo comprendere che l’educazione sessuale nelle scuole è il mezzo principale per prevenire ogni forma di violenza sessuale e intolleranza, per riconoscere e garantire i diritti affettivi e sessuali, nonché aiutare i ragazzi a sviluppare un pensiero critico e consapevole che sia rispettoso di sé e dell’altro”.

Un elemento essenziale per la riuscita di questo intervento è l’integrazione tra le prospettive e le professionalità, come tiene a sottolineare un’altra autrice del testo, Maria Grazia Tarsitano, endocrinologa e consigliera l’Ordine dei Medici della provincia di Roma:” l’approccio medico e quello psicologico devono procedere insieme, come del resto è sempre accaduto negli istituti scolastici per le attività di prevenzione e di promozione della salute. Ma la presenza di queste figure non è sufficiente, il criterio guida deve essere quello della multidisciplinarietà: un complesso di attori deve integrarsi efficacemente in un percorso che parta dal momento in cui il bambino matura la consapevolezza della propria sessualità, per proseguire e adattarsi alle esigenze dettate negli anni dal processo di crescita”.

Si tratta di un testo che si confronta con una realtà complessa. “Oggi esiste un variegato spettro di manifestazioni comportamentali che riguardano la sessualità: dalle tematiche relative allo sviluppo psicosessuale a quelle riguardanti le differenze di genere, dalle discriminazioni legate alle inclinazioni sessuali, ai comportamenti sessuali a rischio. Con l’avvento del digitale, poi, si è aperto un mondo di possibilità e di nuove pratiche: pensiamo al “sexting”, alla fruizione delle cosiddette “dating app”, ma anche al consumo problematico della pornografia, generato dall’enorme quantità di materiale disponibile. – spiega Giacomo Ciocca, associato di Psicopatologia del Comportamento Sessuale dell’Università Sapienza di Roma –  . Esiste dunque un grande lavoro da fare, che deve rivolgersi ai ragazzi con lo scopo di offrire nient’altro che consapevolezza. Perché come sostiene lastudiosa Rachel Parker, “l’educazione sessuo-affettiva non incoraggia in alcun modo i giovani a sperimentare l’attività sessuale, ma fornisce loro gli strumenti per compiere scelte consapevoli, rispettose e sicure”.

Come intervenire

Dopo una panoramica sullo stato dell’arte degli studi sull’educazione sessuo- affettiva e delle principali linee guida internazionali proposte sul tema da agenzie governative e non- governative, la parte centrale dello studio delinea una strategia di intervento in ambito scolastico sinergica e interdisciplinare, a garanzia di una presa in carico realmente efficace dello sviluppo dei ragazzi.

Un approccio articolato, illustrato dal professor Emmanuele Jannini, ordinario di endocrinologia e sessuologia medica, fondatore della Cattedra di Andrologia e Sessuologia Medica dell’Università di Roma Tor Vergata, tra gli autori del manuale: “Parliamo di una nuova sessuologia, e la chiamiamo sessuologia dei sistemi, che sono quattro: il sistema della mente, che è quello degli psico sessuologi, degli psichiatri e della neuropsichiatria infantile”.

L’autodeterminazione

“Il sistema dell’esperienza – aggiunge l’esperto – , che è quello della cultura, della religione, della storia, dell’educazione; il sistema della società, ovvero quello della sociologia, della politica e dell’economia;  e ovviamente, il sistema del corpo, con la biologia, la medicina interna, l’endocrinologia, l’andrologia, la ginecologia, l’urologia. Si tratta di un tavolo con 4 gambe, sul quale deve poggiare l’elemento fondamentale per la salute sessuale: l’autodeterminazione, a cui si può arrivare soltanto attraverso la cultura. Non solamente le informazioni devono essere veicolate attraverso l’educazione sessuale e sentimentale, ma anche la cultura in generale. Quella che ci dà il bene più prezioso che abbiamo, la nostra libertà”.

Proporre queste linee guida per l’implementazione di interventi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie e secondarie da parte di psicologi/ghe, medici/che, personale socio-sanitario e professionisti/e del settore ha l’obiettivo di fornire delle indicazioni che rispecchino i principali standard internazionali.  

 



www.repubblica.it 2024-06-06 11:52:59

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