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I virus dell’estate 2024: per questi si alza il rischio contagi

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Non solo Covid. L’estate 2024 si caratterizza per essere versatile e

variabile. Parliamo di virus: di quelli che si sviluppano in loco, in

questo caso in Italia, ma anche di quelli che arrivano da altri Paesi.

“non autoctoni”, li definiscono gli scienziati. E sono sempre di più i

patogeni che durante questa estate rischiano di colpirci. In testa alla

classifica dei maggiormente probabili, tolta l’infezione Covid generata

dal virus SARS-CoV-2, tutt’ora in rialzo, ci sono Dengue, West Nile, e

insieme ad essi i virus respiratori o simil-influenzali: i primi due

veicolati dalle zanzare (secondo quanto afferma uno studio francese

anche dalla zanzara tigre); gli ultimi facilmente intercettabili in

luoghi affollati, come aeroporti o stazioni ferroviarie, bar e toilette,

cosa che si fa estremamente facile in estate, quando i viaggi si

moltiplicano e ai viaggiatori non passa per la testa di indossare la

mascherina.

La zanzara tigre trasmette cinque virus

Un segnale di allerta arriva da Parigi. In vista delle prossime Olimpiadi

gli scienziati dell’Institut Pasteur, in collaborazione con l’Agenzia

regionale per il controllo delle zanzare (Ard) e il Centro di

riferimento nazionale per gli arbovirus (Inserm-Irba), hanno dimostrato

che la zanzara tigre, oggi presente nella Grande Parigi (ma anche in

Italia), è in grado di trasmettere cinque virus (West Nile, chikungunya,

Usutu, Zika e Dengue) in tempi diversi che vanno da 3 a 21 giorni, ad

una temperatura esterna di 28 C. Risultati che, sottolineano gli

esperti, “evidenziano l’importanza, questa estate, di rafforzare la

sorveglianza dei casi importati di arbovirus”. Lo studio è stato

pubblicato su Eurosurveillance.

Il caso Dengue

La premessa è che, tra il 1 gennaio e il 19 aprile 2024, nella Francia

continentale sono stati segnalati 1.679 casi di Dengue importati, 13

volte in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ed è

probabile che il numero aumenterà durante i Giochi olimpici. Il vettore

di trasmissione della Dengue è Aedes albopictus, più comunemente conosciuta come zanzara tigre. Gli arbovirus vengono trasmessi quando una zanzara femmina punge un portatore del virus e ingerisce particelle virali. Una caratteristica particolare degli

arbovirus è che possono replicarsi nelle zanzare (a differenza di altri

virus come l’influenza, che vengono distrutti se ingeriti dall’insetto).

Le particelle virali si moltiplicano e si diffondono all’interno della

zanzara, raggiungendo in pochi giorni le ghiandole salivari. Quando la

zanzara femmina punge un altro essere umano, inietta il virus mentre fa

il suo pasto di sangue.

Lo studio francese

Gli scienziati dell’Unità Arbovirus e vettori di insetti dell’Institut Pasteur hanno

quindi deciso di analizzare la capacità dell’Aedes albopictus della

Grande Parigi di trasmettere cinque arbovirus ad una temperatura di 28

C, probabile nella regione in questo periodo dell’anno, e hanno contato

il numero di giorni che intercorre tra l’infezione iniziale e la

possibilità che il virus venga trasmesso attraverso un’ulteriore puntura

di zanzara. Oltre a Dengue, Chikungunya e Zika, che possono essere

portati dalla zanzara tigre, gli scienziati hanno studiato i virus Usutu

e West Nile, che vengono diffusi naturalmente da un’altra specie di

zanzara, la Culex pipiens (conosciuta come la zanzara comune).

La Dengue in Italia

In Italia la situazione non è più rassicurante. Lo testimonia il lavoro svolto dai ricercatori di Isi Foundation di Torino, istituto che da 40 anni conduce ricerca interdisciplinare sui modelli matematici dei sistemi complessi, con particolare attenzione alle epidemie.

Premesso che “al momento non ci sono casi autoctoni riportati”, spiegano i ricercatori, si precisa che “l’infezione Dengue sta iniziando a colpire: i dati dell’Istituto Superiore di Sanità parlano attualmente di 259 casi importati con un epicentro nel Nord della Penisola e una forte concentrazione nel Lazio, territori dove già

lo scorso anno erano stati registrate diverse infezioni”.

Secondo i numeri monitorati dalla piattaforma Influweb di Isi Foundation, sono già

numerose le persone che dicono di conoscere un caso di Dengue tra i

loro contatti. I casi sono infatti in aumento, anche rispetto allo

stesso periodo dello scorso anno, secondo quanto riportato dall’Istituto

Superiore di Sanità.

Come avviene l’infezione Dengue

“Le infezioni si verificano grazie all’importazione da zone a rischio

insieme alla presenza di vettori animali, come le zanzare tigre, che

favoriscono la trasmissione del virus ad altri individui”, spiegano i

ricercatori. Come fare a difendersi? Secondo i dati raccolti da Isi Foundation,

più del 50% degli italiani ritiene di avere una conoscenza media o

superiore della febbre Dengue, e il 65% si dichiara favorevole a vaccinarsi contro Dengue nel caso venisse data loro questa possibilità.Il team di epidemiologia digitale della Fondazione, composto da Daniela Paolotti, Mattia Mazzoli e Nicolò Gozzi, sta monitorando la situazione e le prime informazioni raccolte dagli italiani mostrano come ci sia attenzione, ma non eccessiva preoccupazione rispetto al virus.

Perché è importante avere un rapporto diretto con gli utenti e quali analisi compie ISI dai dati ottenuti? La piattaforma Influweb è il ramo italiano di un più ampio progetto europeo (Influenzanet.info) attivo anche in Belgio, Danimarca, Francia, Olanda,

Regno Unito, Svezia e Svizzera. Annualmente, da oltre dieci anni, sono

più di trentamila i cittadini europei che contribuiscono regolarmente e

su base volontaria al monitoraggio epidemiologico attraverso questo

progetto.

Il team italiano che monitora le infezioni

Un lavoro che si concretizza anche nel seguire costantemente il trend delle

infezioni virali in Italia. “Il nostro team sta monitorando la situazione su tutto il territorio nazionale – spiega Paolotti, ricercatrice senior di Fondazione Isi -. È molto importante che i partecipanti compilino il questionario settimanale sul proprio stato di

salute e sui propri comportamenti per aiutarci a comprendere il percorso

che la Dengue sta facendo e farà nel Paese. Al momento non si

registrano casi autoctoni, ma visto il grande movimento in entrata e in

uscita in Italia nel mese di agosto per le vacanze estive e la presenza

del vettore diffusa su tutto il territorio italiano, ci aspettiamo che i

numeri dei contagiati crescano in modo evidente durante l’estate”.

“Per prevenire un’infezione simil-influenzale di qualunque tipologia, quindi

anche per la Dengue, è fondamentale attivare meccanismi efficaci di

monitoraggio sanitari – prosegue Paolotti – . Stiamo processando

quotidianamente tutte le informazioni e provando a dare aggiornamenti

continui sulla propagazione dell’infezione. L’invito ai cittadini è

quello di accedere alla piattaforma Influweb e immettere le informazioni richieste. Solo in questo modo possiamo analizzare e fornire in maniera tempestiva una mappa dei contagi e i livelli di allerta”.

Gli altri virus a rischio

Le zanzare Culex pipiens trasmettono virus agli esseri umani dopo essersi nutrite

di uccelli, che fungono da serbatoi virali. Tornando agli scienziati

francesi dell’Institut Pasteur, si è studiatala capacità delle zanzare

tigre di diffondere cinque virus – West Nile, chikungunya, Usutu, Zika e

Dengue – determinando il periodo di incubazione necessario affinché

raggiungano le ghiandole salivari della zanzara in quantità sufficienti

per infettare un essere umano.A 28 C, il virus del Nilo occidentale

impiega tre giorni prima di poter essere trasmesso all’uomo dalle

zanzare. Il periodo di incubazione va da 3 a 7 giorni per Chikungunya e

Usutu e da 14 a 21 giorni per dengue e Zika. Si tratta di informazioni

cruciali per valutare il rischio aggiuntivo rappresentato da luoghi

affollati o eventi eccezionali, come appunto i Giochi olimpici di Parigi

o il Giubileo di Roma del 2025 che, ricordano gli scienziati, “vedono

una significativa mescolanza di popolazioni combinata con il ritorno di

viaggiatori da regioni endemiche e una stagione favorevole alla

proliferazione delle zanzare”.

Come intervenire

Come si interviene in questi casi? Gli operatori sanitari sono addestrati a rilevare i sintomi degli arbovirus se le persone indicano di essere state recentemente in un

Paese endemico. Ma nella sorveglianza c’è una difficoltà di fondo: molti

casi sono asintomatici. Il consiglio, comunque, se rientrando da un

viaggio all’estero, si avvertissero febbre o dolori muscolari, è di

rivolgersi immediatamente al medico di famiglia e indicare la regione da

cui si è tornati.”Per i virus Dengue, West nile, in cui in Italia

c’è stato da poco un caso, e anche per Chicungunia, abbiamo il vettore e

quindi possiamo aspettarci che qualche infezione si sviluppi in loco –

sottolinea Paolotti – . E pure per Covid il rischio può aumentare, visto

il rialzo dei casi. I viaggi certamente possono accentuare la

probabilità che ciò accada”.E i virus respiratori quanto ci possono

minacciare durante questa estate? “I viaggi e la permanenza in luoghi di

grande affollamento, come aeroporti e stazioni ferroviarie, porteranno

sicuramente un incremento di contagi – dice Paolotti -. In aereo il

rischio è meno elevato perché c’è un buon ricircolo dell’aria. È molto

peggio in aeroporto, al bar o nei bagni, dove si incontra un numero

elevato di persone”.

“Come cautelarsi? La cosa migliore è indossare la mascherina il più possibile, sicuramente quando ci troviamo in aeroporto – conclude Paolotti -. E per allontanare le zanzare utilizzare misure di protezione personale: repellenti, oltre a Indossare

abiti di colore chiaro, a maniche lunghe, pantaloni lunghi e calzature

chiuse può ridurre significativamente le possibilità di essere punti”.



www.repubblica.it 2024-07-09 08:40:01

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